L’Amore ha due facce di Barbra Streisand

LUI

Che idea e che certezze abbiamo sull’ amore? Questo tema fondamentale, anzi il Secondo Grande Tema Fondamentale dell’esistenza umana, (il primo è quello leggero e sbarazzino della Morte), argomento che crea incomprensioni, scontri, diatribe tra i sessi e non solo.  Molti filosofi, scrittori, persino scienziati si sono interrogati sulla sua necessità o meno nella vita delle persone. Tanto da azzardare teorie, regole, contratti, pur di restringerlo e costringerlo alla comprensione dell’uomo occidentale medio. L’abbiamo anche reso un bene di consumo, nel continuo lasciare appena si affaccia la prima difficoltà o la prima rinuncia, o si scopre chLamore hadue faccee l’altro è vivo e non è una proiezione acritica dei nostri desideri e pensieri. L’amore per me è compromesso storico (un continuo dialogo e condivisione nel quale prendiamo qualcosa, lasciamo altro e arriviamo a un equilibrio tra le nostre istanze e quelle del partner) nondimeno riconosco che sia un’ idea legata alla mia visione politica della vita. Ognuno ha una sua teoria, un principio, ognuno pensa che non si possa fare a meno di queste regole individuali per vivere le relazioni. L’amore è vasto, profondo, carico di contraddizioni. Per questo scriviamo tanti libri, giriamo tanti film, cantiamo tantissime canzoni dedicate ad esso. Non c’è confine tra vita e amore. Negare il secondo significa non vivere. Anche se respiri, parli, scopi. Tra i tanti film girati sull’argomento L’Amore ha due facce, si lascia seguire e amare per una sceneggiatura abilissima, capace di coniugare umorismo, arguta descrizione dei personaggi, momenti di riflessione che non saranno da nobel della letteratura, ma sanno creare una sana discussione sui meccanismi (im)perfetti dell’amore. Gregory è un professore di matematica, il quale elabora una teoria sui rapporti umani che prevede l’astensione dal sesso e dal classico amore di tipo romantico. Cerca di razionalizzare i rapporti basandosi su un puro incontro di caratteri, interessi, rispetto reciproco. Pensa che allontanando l’innamoramento e la passione (cause secondo lui dei suoi precedenti insuccessi) possa di fatto vivere un rapporto soddisfacente con l’altro sesso. Rose è una professoressa di letteratura, una donna romantica, ma vittima di una madre vanesia e di una sorella di rara stronzaggine. Innamorata da tempo di suo cognato, vive una vita fatta di lavoro, tv, sospesa tra ricerca e paura dell’altro. I due si incontrano e si sposano. Ben presto le loro visioni diverse dell’amore li porterà allo scontro. Commedia sofisticata, analisi pungente delle nostre fobie (viviamo tempi in cui siamo terrorizzati da tutto e non siamo capaci di uscirne)  il film mette in scena dei personaggi umanissimi per i quali non possiamo che provare empatia, tenerezza, dolcezza. Riconoscerci in alcune cose, criticare altre, ma mai per un momento smettiamo di tifare per i due protagonisti. Non solo anche i personaggi secondari sono magnifici, spicca in particolare Lauren Bacall, Guardatelo!! 

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Ammetto di avere un debole per le commedie. Ed ho sempre sostenuto che una commedia è il genere più difficile da girare. Perché la commedia prevede delicatezza ed una leggerezza che non deve mai diventare superficialità. Una commedia, nel mio mondo ideale, dovrebbe riuscire ad infonderti una generale sensazione di benessere che, però, non significa assenza di pensiero. Perché spesso è proprio quello il limite della commedia, quello di lasciarti senza nulla a cui pensare. Invece una commedia ben fatta (che per questo genere significa, essenzialmente, ben scritta, molto più di tanti altri generi) ti dà sempre uno spunto di riflessione che non si esaurisce con la visione ma che ti accompagna anche dopo che sei uscito dalla sala.

Tutta questa premessa per dire che il presupposto di L’amore ha due facce, per quanto sia declinato in maniera surreale, è tutt’altro che banale o superficiale. Chi di noi, dopo l’ennesima relazione naufragata non si è posto i dubbi che attanagliano Jeff Bridges nella pellicola? Chi non ha pensato, almeno una volta nella vita, che forse l’amicizia è la forma più perfetta di amore perché evita il dolore che la passione romantica, inevitabilmente, si porta dietro? Certo, spero che nessuno sia arrivato a teorizzare un matrimonio dal quale sia bandito il sesso e qualsiasi tipo di contatto fisico ma certamente interessi e passioni comuni costituiscono un grande collante tra due persone, tanto da arrivare a far presupporre che non ci sia bisogno di molto altro. Ma non è affatto così. Perché la sfera dell’affettività, per quanto delicatissima e complessa, non può mai essere ignorata né lasciata fuori da una relazione, altrimenti i famosi matrimoni combinati camore_ha_due_facce_jpg_351x0_crop_q85he si usavano secoli or sono sarebbero stati la risposta perfetta ad ogni relazione di coppia. Ma non è mai stato così. Questo non è mai bastato perché, come dice Barbra Streisand in una delle scene più belle della pellicola, “finché l’amore dura -cazzo!- non c’è niente di meglio!”

L’amore ha due facce è una commedia intelligente che affronta il tema dell’amore da un punto di vista inedito  e lo fa in maniera riuscita soprattutto grazie ad una solida sceneggiatura e grazie a prove attoriali notevoli. Tra tutti, oltre ai due protagonisti, spicca Lauren Bacall nel ruolo della madre della Streisand, che sa infondere al suo personaggio un’eleganza ed una grazia notevoli, ed un convincente Pierce Brosnan nel ruolo inedito del marito soffocante ed insicuro di sé.

Ho sempre pensato che una commedia riuscita si giudichi anche da come sono scritti i comprimari perché si tende troppo facilmente a concentrarsi sui protagonisti e a sottovalutare chi sta loro intorno. Anche su questo punto la pellicola non sbaglia un colpo e ci offre personaggi secondari curati che restano impressi, come quello del vicino sfigato a cui la Streisand è solita dare buca ma che, alla fine, trova la sua anima gemella e la sua personale dimensione di felicità.

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