Rubrica Berlinguer ti voglio bene: Maledetta Primavera di Fulvio Grimaldi

fulvio grimaldi

 

L’uomo in questa foto si chiama : Fulvio Grimaldi. Giornalista che ha lavorato per le più prestigiose testate del giornalismo schierato a sinistra, è comparso come attore in quel capolavoro di Elio Petri che è “Indagine su di un cittadino al di sopra di ogni sospetto”, ha scritto libri  e diretto documentari.  Un combattente sempre in prima linea.

Persona che divide nettamente tra sostenitori e detrattori, ma che suscita con i suoi lavori appassionanti dibattiti e riflessioni politiche tra militanti e non.  

Ve le ricordate le tanto strombazzate “primavere arabe” ? Fior fiori di grandi professionisti dell’informazione libera, democratica, civile, ci narrarono le meravigliose gesta dei giovani ribelli, pacifisti, portatori di sani principi morali, politici, etici. Poi abbiamo scoperto, a nostre spese, che forse quelli non erano proprio ribelli e pacifisti, ma una nuova versione di bastardi macellai fanatici assetati di sangue. Come sempre le scopriamo dopo, queste cose.

Fulvio Grimaldi, è stato tra i pochi a dar voce ai cittadini  sotto conflitto, dando spazio a quella popolazione considerata complice di un dittatore.

Maledetta Primavera, è questo: uno sguardo partigiano, militante, radicale, appassionato e appassionante, su quella che potrebbe essere una storia altra rispetto a quella che conosciamo noi. Certo, anche in questo campo non mancano imbecilli, manipolatori, gentaglia, che rovina la lotta contro l’espansionismo capitalista e imperialista, dobbiamo essere sempre lucidi e comprendere che le quinte colonne spesso sono quelle che si danno un tono da duri e puri, da veri rivoluzionari. Non metto nemmeno in dubbio che potreste trovare fuorviante e sbagliato quello che vedrete sullo schermo.  Ma per difendere le nostre idee abbiamo bisogno sempre di confrontarle con l’altro, quello che ci disturba, quello che non comprendiamo. Per non essere vittima di dogmatismo, nostalgismo, spontaneismo alla cazzo di cane.

Questo bellissimo documentario ci mostra la Libia durante la guerra civile. Guerra voluta, sostenuta, dalle nazioni europee, dalla Turchia, dai regimi delle monarchie arabe, e mi riferisco ad Arabia Saudita in particolare, America. Alcune nazioni ( come Francia Inghilterra Italia Turchia) hanno finanziato e addestrato i peggiori taglia gole, sostenuti da sedicenti rivoluzionari e democratici in malafede. La storia che si ripete ora in Ucraina.

Vedrete la vita di cittadini, lavoratori, uomini e donne, travolte dalla guerra. Le violenze terrificanti su chi ha la pelle nera, è donna, è un avversario. La voglia di vivere, l’altro volto di quelli che per molti è stata una dittatura e per altri una società quasi del tutto perfetta. Comunque la pensiate, mi par evidente che l’attuale situazione nei paesi mediorientali non sia affatto migliore rispetto alle precedenti. Che anni di lotta al terrorismo non l’ha stroncato, ma solo alimentato. Che via siano alcune menzogne, qualche tranello, qualche affare non tanto pulito,  nella compagine del mondo libero e civile.

Ci sono uomini e donne che non accettavano quello che sarebbe accaduto. Tutti folli sostenitori di un feroce dittatore? O avevano ragione loro? Come possiamo parlare del fenomeno immigrazione, commuoverci, arrabbiarci, ma anche esser indifferenti e stronzi razzisti, se non comprendiamo le radici di questa problematica? Tutto quello che accade ora, arriva direttamente dall’uso distorto di parte delle rivolte nel mondo arabo. Va bene la commozione, gli appelli all’umanità, la solidarietà dei cittadini, sono cose bellissime e che sostengo, ma dovremmo anche affrontare le colpe evidenti che abbiamo come Europa e Mondo libero, civile, democratico. Missioni di pace, rivoluzioni colorate, interessi politici ed economici. Sarà vero? Sarà falso? Sarà che dobbiamo ragionarci sopra. E questo documentario ci offre un’occasione. Non sprechiamola.

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