Rubrica Il pranzo di Babette: Fuori menù di Nacho G. Velilla

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Leggendo recensioni di questa pellicola ho sentito molto spesso citare Pedro Almodóvar (anche dal marketing del film), vuoi per la nazionalità della pellicola stessa, vuoi per la presenza di Javier Cámara e Lola Dueñas che sono due attori utilizzati volentieri da Almodóvar. In realtà del grande regista spagnolo la pellicola di Velilla ha veramente poco e ogni paragone non può che andare a detrimento di questo film.

Benché si parli di omosessualità, di malattia, di morte, di abbandono, la pellicola di Velilla viaggia esclusivamente sui toni della commedia, senza mai esprimere volontà di denuncia né suscitare una riflessione ulteriore. Ma questo non toglie che a livello di ritmo, di tempi comici, di sceneggiatura brillante Fuori menù sia un film decisamente riuscito. I personaggi sono tutti perfettamente tratteggiati e ben interpretati, soprattutto quelli di Cámara e della Dueñas, deliziosa e sensuale nel ruolo di una maître alla costante ricerca di un uomo che la ami e la comprenda.

La parte forse più debole del film consiste nella narrazione del passato del protagonista, rappresentato da un matrimonio fallito, dal quale sono nati due figli, fino all’ammissione della propria omosessualità. Quando i figli, dopo la morte della madre, irrompono nella sua vita e, per forza di cose, i tre sono costretti a convivere sotto lo stesso tetto, le scelte e le soluzioni adottate dal regista sono un po’ troppo semplicistiche (il maschio, più grande, odia il padre mentre la bambina non ha nessuna difficoltà ad accettarlo, per esempio. Nessuno pare soffrire più di tanto per la morte della madre ma, del resto, siamo nell’ambito di una commedia e sarebbe stato fuori luogo. Il figlio si comporta da bullo a scuola e se la prende proprio con un compagno che considera omosessuale, come se volesse punire il padre. E così via).

Al di là di questi elementi, però, il film è godibilissimo proprio per il ritmo comico che riesce a costruire e mantenere ma, soprattutto, per l’interpretazione di Cámara, che è assolutamente efficace nel mettere insieme vari registri recitativi, senza mai andare sopra le righe, padroneggiando un personaggio a rischio macchietta come pochi altri. Alla riuscita del film contribuiscono tutti i comprimari, dai coprotagonisti fino alle comparse che, pur essendo tratteggiate sommariamente, convincono tutte.

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Pancakes alla panna e fragole

Ingredienti

200 grammi di farina OO

200 grammi di latte (sarebbe meglio intero ma io ho usato il parzialmente scremato)

1 uovo

45 grammi di zucchero semolato (con questa quantità il risultato è pochissimo dolce. Per me è ottimale anche per esaltare l’accompagnamento di panna montata e fragole ma, se preferite aumentare le dosi di dolcezza, vi consiglio di aggiungere 100 grammi di zucchero)

1 bustina di lievito in polvere

burro

250 ml di panna fresca

8 fragole mature (se fuori stagione preferitele surgelate perché molto più saporite)

Dosi per 4 persone

Ho scelto questa ricetta per un motivo ben preciso: è quella che Maxi cucina per amore e non per lavoro. Mi sembrava un particolare significativo, all’interno di una pellicola che ha per protagonista un cuoco. Inoltre i pancakes sono un piatto che piace proprio a tutti e una colazione che sa di festa. E anche questo mi piace molto! Rispetto alla versione presentata nel film ho fatto una piccolissima modifica: ho tolto lo sciroppo d’acero che Maxi irrora sui pancakes prima di guarnirli con la panna. Se a voi piace potete aggiungerlo ma, secondo me, con la delicatezza della panna e la dolcezza delle fragole lo sciroppo d’acero non si sposa bene e rischia solo di coprire i sapori. Così, invece, i pancakes hanno un gusto più delicato ed inedito.

In una terrina mescolare la farina setacciata con il lievito e lo zucchero. Aggiungere l’uovo e metà del latte ed amalgamare bene evitando la formazione di grumi. Alla fine aggiungere il restante latte fino ad ottenere una pastella piuttosto liquida. Lasciar riposare qualche minuto. Nel frattempo lavare le fragole e tagliarle a fettine sottili (se preferite potete aprirle a ventaglio come ho fatto io per ottenere un effetto più decorativo). Montate la panna a neve ben ferma. Scaldate sul fuoco un padellino di circa 8/10 centimetri di diametro. Ungetelo con una noce di burro e, quando è ben sciolta, aggiungete 4 cucchiai di pastella (circa 100 ml). Distribuitela uniformemente e proseguite la cottura a fuoco alto fino a quando non si formano dei piccoli fori in superficie (questa fase è la più delicata perché la cottura deve essere rapida ma dovete stare attenti a non bruciare il pancakes quindi evitate di abbandonarlo sul fuoco per fare altro!). A questo punto giratelo rapidamente con una spatola e proseguite la cottura sull’altro lato a fuoco basso per qualche minuto. Togliete dal fuoco, mettetelo da parte e proseguite la cottura degli altri pancakes ungendo ogni volta il padellino con una noce di burro. Mettete due pancakes su ogni piatto da portata, decorate con le fragole, completate con una generosa cucchiaiata di panna montata e servite. Buon appetito.

Ecco il risultato finale.

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