Notting Hill di Roger Michell

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Lui

Talora sarebbe assai interessante ed istruttivo, rivedere certi film con i “noi da giovani”. Si, tipo aver una macchina del tempo che ci trasporti il Davide di venti anni a veder talune pellicole con il Davide quasi quarantenne. Sai le scintille e la tenerezza. Il primo troverebbe quantomeno inusuale e inopportuno la deriva borghese del “vecchio”, il secondo, come tutti gli anziani, si commuoverebbe di fronte ai giudizi ridicoli,insensati, ma pieni di passione del primo.  Nel mezzo: la vita. Che ci fa crescere e maturare.  Notting Hill sarebbe il film perfetto per questo esperimento.

Opera tanto criticata in gioventù, ma all’epoca mascheravo la mia mancanza di affettività con la ricerca di pellicole che negassero l’amore e i suoi effetti, poi vabbè ascoltavo per ore canzoni d’amore, mi contraddicevo già allora, quanto apprezzata nell’età matura. Perlomeno : gran parte apprezzata.

Certo perché alcuni limiti sono evidenti. Certe sforzature, l’idea di base di confezionare un prodotto che faccia guadagnare una montagna di soldi sfruttando due divi del momento. Non nego che codesti elementi siano presenti, nondimeno è proprio in questo che trova la sua forza e ragion d’essere.

Sarei ingiusto a non riconoscere l’abile lavoro sui personaggi, in particolare la simpatica combriccola di amici e parenti del buon Hugh Grant, i dialoghi spumeggianti, briosi, sopratutto nella prima, e più riuscita, parte.

NOTTING HILL, director Roger Michell (extreme left), facing camera: Hugh Bonneville, Gina McKee, Hugh Grant, back to camera: Emma Chambers, Rhys Ifans, Tim McInnerny on set, 1999, (c) Universal

La pellicola mette ben a fuoco un concetto, a mio avviso, non banale: la normalità dei e nei sentimenti, la condivisione del quotidiano, i piccoli gesti, le attenzioni mai rinfacciate, sono la base della nostra esistenza. Sono loro a renderla vivibile e interessante la vita. Non la gloria e la fama di un’attrice, della quale non sappiamo nulla. Quasi che l’ Anna attrice abbia assorbito la giovane donna, la stessa che poi chiede in modo semplice e diretto un po’ d’amore a un inglese che tiene nel frigorifero delle orribili albicocche affogate nel miele. Capisci cosa fa l’amore?

Lo scontro tra la vita caotica, sconclusionata, ma a modo suo serena della gente normale e quella dorata e magica della star di Hollywood, finisce con esaltare la prima. Roger Michell, di cui vi consiglio il bellissimo Le Week-end, filma un classico della commedia sentimentale dove oltre a tutto quello che è meramente prodotto di vendita, emerge forte l’importanza basilare dell’amore. Di avere amici, un uomo o una donna. E che esso si rinforzi non tanto nelle grandi imprese, nella vita spericolata, ma nel vivere insieme. Giorno dopo giorno.

E così una commedia nata a tavolino, diviene una piccola, imperfetta, ma malinconica opera su cosa sia l’amore, l’amicizia,cosa non da poco. Molto affiatata la coppia di protagonisti: Julia Roberts, la quale dona umanità e fragilità alla sua Anna e Hugh Grant, sempre così british!

Certo, possiamo trovarle mille difetti, possiamo invocare l’irrealtà della situazione, ma quante commedie romantiche della Hollywood dei tempi d’oro, sono realistiche? Il cinema è anche questo: un mezzo industriale per costruire sogni. A volte gli viene bene, altre volte no. Dipende dal modo in cui si mette in scena una storia come quella di una affermata diva di Hollywood che si innamora di un modesto libraio inglese. Mi par che questo film, rivisto oggi, abbia garbo, grazia, leggerezza che non diventa mai offesa all’intelligenza dello spettatore. E poi mi ha ha fatto venir voglia di leggere Cavalli e segugi. Non è poco.

LEI

Da sempre quando penso a Notting Hill penso ad una specie di manuale per realizzare il film perfetto. O, ancora di più, la perfetta commedia. In molti ignorano la difficoltà enorme nel realizzare una commedia come si deve. Una commedia non si può improvvisare. Una commedia, per funzionare, deve essere pensata nei minimi dettagli. La commedia ha dei tempi ben precisi da rispettare, pretende molto dai suoi attori, deve avere dei dialoghi scritti perfettamente. Altrimenti la commedia non funziona. È molto più facile improvvisare un dramma che una commedia.

Con Notting Hill è come se Roger Michell dicesse allo spettatore: siediti su quella poltrona un paio d’ore e non pensare a nulla. Il resto lo faccio io.

Notting_Hill_film

Perché Notting Hill, prima di tutto, funziona. È uno di quei film di cui impari a memoria le battute, di cui conservi negli occhi le immagini, uno di quei film che ti rimane nel cuore. E se grande merito va sicuramente alla scelta dei due attori protagonisti che, non solo ,ci regalano due ottime prove recitative ma dimostrano anche un grosso feeling tra di loro che, in questi casi, non guasta mai, il resto del merito va alla scelta dei comprimari. Una manciata di volti noti del cinema inglese (spesso alle loro prime prove) completa un cast che non sbaglia una battuta. La presenza di Rhys Ifans, Hugh Bonneville, Emily Mortimer, Emma Chambers, Gina McKee non è affatto secondaria, anche se alcuni di loro hanno un minutaggio assolutamente esiguo. Hanno volti che funzionano e battute che restano in mente. Il cinema inglese, da questo punto di vista, rasenta la perfezione. I suoi attori, pur in ruoli assolutamente marginali, dimostrano sempre una grande professionalità e riescono a costruire personaggi a tutto tondo anche con pochissime battute. Certo, in questo caso aiuta tantissimo anche la bellissima sceneggiatura di Richard Curtis, uno degli migliori sceneggiatori britannici in materia di commedia, basti pensare a film come Quattro matrimoni e un funerale o Il diario di Bridget Jones e che, successivamente, prenderà anche la strada della regia regalandoci quel gioiellino di Love Actually.

Anche la regia di Roger Michell contribuisce non poco alla riuscita del film. La scelta dei primi piani e dei movimenti di macchina non sono mai banali ma arrivano con una precisione millimetrica proprio quando ce ne è bisogno per sottolineare un’emozione od esaltare un momento particolare della pellicola, basti pensare al bellissimo dolly sui due protagonisti seduti sulla panchina del giardino privato in cui entrano di nascosto.

Notting Hill è una commedia romantica, una di quelle che si ha sempre voglia di rivedere per illuderci che anche a noi potrebbe capitare di veder entrare nel nostro negozio una delle più grandi attrici del momento e che questa si innamori di noi. Volgetelo pure al femminile ché tanto non cambia nulla. La riuscita di Notting Hill sta proprio in questa atmosfera da favola che si respira per tutto il film, nel fatto che rende plausibile e credibile un bel sogno. Forse sembrerà poco ma ad avercene di film così!

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